Approccio sistemico ai rischi nella Repubblica Veneta

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La prima forma di assicurazione fu quella marittima, che risale al basso Medioevo. Il fatto è perfettamente logico, ove si pensi all’importanza assunta dal traffico per via di mare sin dall’età delle Crociate, e al desiderio di mettersi al riparo dai rischi gravi che esso comportava. Ed è altrettanto naturale che le forme assicurative abbiano la loro origine nelle città marittime italiane, allora alla testa della navigazione e del traffico europeo. Già nel 1225 a Venezia abbiamo un esempio di assicurazione marittima fino a 1000 lire; ed essendo avvenuto un infortunio, il governo obbligò l’assicuratore a eseguire il pagamento.

[…]

Le origini della Cassa per gl’invalidi della marina mercantile possono farsi risalire ai tempi delle repubbliche marinare: per prima la repubblica veneta al fine di eternare la resistenza opposta a Scutari contro i Turchi creò nel 1474 in S. Pietro di Castello un ospedale intitolato a “Messer Gesù Cristo”, destinato ad accogliere i marinai infermi; nel 1513 fu istituita una scuola detta di S. Nicolò, che poi si fuse con l’ospedale di Messer Gesù Cristo, e alla quale i marinai dovevano versare un contributo annuo, avendo così diritto all’assistenza ospedaliera, e a sussidî, in caso di bisogno; la scuola prese nel 1811 il nome di Pio fondo degl’invalidi della veneta marina mercantile.

[http://www.treccani.it/enciclopedia/assicurazione_%28Enciclopedia_Italiana%29/]

 

l contratto di assicurazione ha origine con le prime forme di gestione comune dei rischi e dal principio di mutualità nato nelle comunità agricole e nel settore del trasporto delle merci.
Una prima forma di assicurazione agricola è stata, ad esempio, la consuetudine utilizzata nelle comunità contadine di mettere insieme il raccolto di ciascun contadino e di venderlo suddividendo poi quanto ricavato in base ad un criterio prestabilito.
In questo modo ogni contadino associato ripartiva il rischio di un mancato o cattivo raccolto con tutti gli altri aderenti diminuendo l’eventuale danno a proprio carico.

La mutualità è basata sul principio che “l’unione fa la forza”e permette ad una collettività di persone di affrontare insieme un rischio che, se affrontato individualmente, potrebbe portare alla rovina ognuno di loro.

In base al principio di mutualità ogni persona appartenente ad una comunità si impegna al pagamento degli eventuali danni subiti da un altro membro della comunità.Alluvione

Ognuno degli aderenti rinuncia ad una parte del proprio prodotto per trasformare il rischio di subire un danno ingente per un evento incerto in una spesa certa di dimensioni notevolmente più contenute.

Quante più persone partecipano all’accordo in territori diversi tanto più è probabile che soltanto alcune siano colpite dall’evento negativo consentendo così alle comunità colpite di riprendersi da una catastrofe naturale, di sopravvivere e di riavviare un nuovo ciclo produttivo.

I primi patti di mutualità sono nati sulla parola dei singoli associati e si sono poi estesi includendo persone e comunità diverse. Tale evoluzione ha reso necessario il versamento anticipato della quota del danno, ovvero del premio.

Per il calcolo del premio è perciò necessario conoscere la probabilità che l’evento negativo si verifichi per ciascun associato.

L’evoluzione del sistema ha portato alla nascita delle compagnie di assicurazione, apposite società specializzate nell’analisi e nella gestione dei rischi dei propri clienti, che hanno ereditato i criteri dei patti di mutualità.

Affinché il principio di mutualità funzioni e la legge dei grandi numeri  possa trovare applicazione è necessario che i rischi assicurati siano caratterizzati da un grado elevato di omogeneità.

 

“La nostra comunità dovrà essere concreta, né troppo grande né troppo piccola, ma che dia alla persona umana quel rispetto della cultura e dell’arte che la civiltà dell’uomo ha realizzato nei suoi luoghi migliori.”

(Adriano Olivetti)

“Se l’aver provveduto […] [al benessere dei lavoratori] spontaneamente e in mancanza di iniziative [statali] viene qualificato paternalismo, noi accettiamo la qualifica e dichiariamo che abbiamo mirato alla elevazione sociale, al miglioramento del tenore di vita, al benessere, all’unione delle famiglie, per alleggerire loro le preoccupazioni giornaliere onde potessero vivere più serenamente secondo le leggi sociali e morali”

(Gaetano Marzotto)

“Il profitto non può essere disgiunto dalla crescita economica e sociale di coloro che lavorano in azienda”

(Napoleone Rossi di Montelera)

 

La Repubblica Veneta premierà aziende e cittadini che fanno proprio il senso di responsabilità verso se stessi e verso gli altri.

Le aziende che sosterranno il benessere economico dei lavoratori e offriranno opportunità di realizzazione personale e professionale alle generazioni future avranno un trattamento fiscale di favore.
Le aziende saranno stimolate a creare un sistema di remunerazione non monetaria a favore dei dipendenti e delle loro famiglie.

Le iniziative di Welfare potrebbero essere riconducibili alle seguenti aree di intervento:

  • salute e benessere
  • istruzione e promozione del merito
  • mobilità e assistenza sociale

Iniziative che, per esempio, potrebbero dar corso ad un programma che includa:

  • cassa di assistenza sanitaria che prende in considerazione un ampio spettro di spese legate alla salute (visite specialistiche, esami diagnostici, medicinali) e le spese odontoiatriche e ginecologiche
  • fondo pensione integrativo aziendale
  • finanziamento di attività sportive e creando spazi sportivi attrezzati interni o esterni all’azienda
  • rimborso totale dei libri di testo, dalle scuole secondarie di primo grado sino all’università
  • riconoscimento di borse di studio per gli studenti più meritevoli
  • finanziamento per dottorati di ricerca
  • finanziamento di attività per i figli dei dipendenti (centro estivo, durante la chiusura delle scuole, con programmi di animazione, attività sportive e gite organizzate, e i camp estivi, soggiorni al mare, in montagna e in collina)
  • supporto al ruolo genitoriale con il finanziamento di asili nido in prossimità degli stabilimenti produttivi e un servizio di baby sitting
  • diritto di fruire di un contratto a tempo parziale fino al compimento del 5° anno di età del bambino
  • supporto ai lavoratori in quiescenza con finanziamento di attività ricreative e soggiorno estivo, convenzionamenti con RSA, assistenza domiciliare
  • formazione/informazione su corretti e salutari stili di vita negli ambiti della prevenzione (attività fisica, alimentazione, consumo di alcol e di tabacco)

Analogamente i cittadini dovranno privatamente farsi carico della protezione del loro patrimonio personale e della loro personale tutela, nonchè garantirsi per danni a terzi.

v2020-alluvione-veneto.I premi pagati per le assicurazioni incendio, furto, responsabilità civile auto, responsabilità civile verso lavoratori e responsabilità civile inquinamento saranno gravati di una imposta del 5% che dovrà essere versata dalle compagnia assicurative sul fondo, in relazione al ramo, “pubblica sicurezza, protezione civile e vigili del fuoco” e “prevenzione infortuni e servizio sanitario nazionale”.

Esenti tutti gli altri rami e settori di rischio.

Le casse della Repubblica Veneta non erogheranno risarcimenti per danni catastrofali (terremoto, uragani, alluvioni, …) ma la Repubblica promuoverà fondi di solidarietà tra i cittadini affinchè attraverso il principio di mutalità il danno per il singolo venga minimizzato.

La Repubblica Veneta mapperà il territorio per programmare interventi mirati di protezione e prevenzione dei disastri naturali (opere di difesa del suolo, alberature, manutenzione degli alvei dei fiumi e dei canali, bacini di espansione, specifiche norme edilizie, messa in sicurezza di edifici pubblici, pianificazione territoriale, piani di emergenza e disaster recovery …)  e affinchè il rischio catastrofale sia accettabile da parte dei riassicuratori internazionali.

La Repubblica Veneta adotterà un approccio sistemico con l’obiettivo di associare le autorità pubbliche, le compagnie assicurative, banche d’investimento, le associazioni fra cittadini e i singoli cittadini in un fronte comune e realizzare una risk partnership tra tali soggetti per affrontare, con maggiore efficienza, correttezza e trasparenza, il problema dell’indennizzo per i danni arrecati dalle catastrofi naturali, permettendo così alla Repubblica di destinare le risorse finanziarie non alle emergenze, ma alle politiche di prevenzione.

 

[parte de testo è tratta da uno scritto di Daniele Bussola]

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