Assetto culturale e della ricerca scientifica nella nuova Repubblica Veneta

i-ricerca università

1 Premessa
In questo momento l’Italia investe in ricerca e sviluppo la percentuale risibile dell’1.26% del proprio PIL contro una media del 2% dell’Unione Europea a 27 e il 2.8% della Germania. Non e un caso che i paesi occidentali che hanno superato meglio la crisi siano quelli che hanno saputo investire in modo piu consistente nella scuola, nell’universitàa, nella ricerca e, piu in generale nella cultura. All’inizio della crisi, la Germania ha tagliato le proprie spese in modo complessivamente molto piu marcato di quanto abbia fatto l’Italia ma non in modo lineare. Anzi, ha aumentato le proprie spese e i propri investimenti nella ricerca e nella scuola/università.
E’ ormai risaputo che l’investimento in ricerca, scuola e università, e tra i più produttivi a medio e lungo termine perché e le sue ricadute in innovazione tecnologica ed efficienza del lavoro mantengono il paese competitivo (si veda a tal proposito il recente libro “The Entrepreneurial State: debunking public vs. private sector myths”, che la Prof. Mazzuccato ha recentemente pubblicato (Anthem 2013) e che e subito divenuto un riferimento di best practices presso il governo e il governo ombra inglesi e inizia ad essere valorizzato anche nell’ambito delle politiche europee). E forse anche opportuno ricordare che la Repubblica di Venezia, ha sempre saputo apprezzare e valorizzare la scienza e la cultura come dimostra il supporto dato alla sua prestigiosa Università di Padova che ha avuto il massimo splendore con la chiamata di Galileo Galilei: lo sfruttamento sistematico della \macchina per portare l’acqua a livelli piu alti” messa a punto dal Galilei e un esempio illuminante di come n da tempi antichi la catena di trasmissione fra la ricerca e le sue ricadute tecnologiche sia la chiave dello sviluppo economico e sociale.
La nuova Repubblica Veneta, non deve continuare a seguire la linea suicida dell’Italia che cerca di competere con i paesi emergenti sul costo del lavoro. La competizione vincente per un paese avanzato e sui servizi e prodotti ad alta concentrazione tecnologica e ad alto valore aggiunto.

2 Punti quali canti del progetto
2.1 Scuola
La nuova Repubblica Veneta deve saper investire sull’istruzione a partire dalla scuola materna.
La scuola deve diventare un punto di riferimento per la società. A questo ne e necessario un piano organico di investimento che, nel giro di dieci anni, porti la Repubblica ad avere scuole moderne, edifici accoglienti, insegnanti motivati e incentivati con compensi che consentano di
reclutarli fra i piu qualifi cati laureati. E’ fondamentale che i cittadini veneti possano usufruire di una formazione ai piu alti livelli in modo da mantenere alti il dinamismo e le capacità di innovazione del tessuto economico e da poter competere grazie all’efficienza del lavoro.

2.2 Università e ricerca
L’Università e uno dei punti di forza della nuova Repubblica Veneta che vanta la presenza di quattro importanti atenei fra i quali l’Università di Padova: una delle più antiche università del mondo che nel recente esercizio di valutazione ANVUR si e mostrata di gran lunga la migliore fra le grosse università italiane. La Repubblica Veneta dovrà saper valorizzare queste eccellenze.
A questo ne sarà necessario un adeguato finanziamento della ricerca in linea con quanto fanno i più avanzati paesi europei e del Nord America. Tale finanziamento andrà coniugato con una sana competizione nell’assegnazione delle risorse e soprattutto nel reclutamento di Professori e Ricercatori. Entrambi questi processi dovranno ispirarsi a criteri meritocratici cercando di aprirsi verso il mondo evitando il provincialismo che sta soffocando il bizantino sistema universitario italiano.

2.3 Inglese
La lingua inglese e ormai diventata la lingua franca non solo della scienza ma sempre più anche dell’arte della cultura e, soprattutto dell’economia. E’ fondamentale che la nuova Repubblica Veneta investa quanto piu possibile nell’inglese in modo da evitare il provincialismo e favorire gli scambi economici e culturali. L’obiettivo e quello di mantenere vive le tradizioni culturali e linguistiche del Veneto a livello del vissuto quotidiano ma, contemporaneamente, di formare cittadini che sappiano interagire globalmente nelle sedi che contano senza bisogno di intermediari. Idealmente, si dovrebbe tendere alla situazione di paesi come l’Olanda o la Svezia dove la padronanza dell’inglese e di usa in modo capillare. Per maggiori dettagli in merito si veda il libro “In Europa sono già 103” di Tullio De Mauro in uscita per i tipi di Laterza.

2.4 Burocrazia
L’ultimo aspetto che riguarda in particolare scuola, cultura, Università e ricerca, deve però essere trasversale a tutta l’amministrazione della Repubblica. Infatti, un punto fondamentale dell’assetto generale della Repubblica Veneta e la lotta, feroce e senza quartiere, alla burocrazia.
Si deve finalmente sostituire il principio di responsabilità all’asfissiante messe di moduli da compilare e procedure da seguire per essere formalmente in regola in spregio alle peggiori nefandezze sostanziali. C’è un vecchio detto veneziano che, a proposito della elezione del Doge, (ma altre fonti lo riferiscono al Magistrato alle Acque) dice “elegeo, pagheo ma sel sbaglia copeo”. Senza voler arrivare a soluzioni estreme e assolutamente necessario abbandonare la burocrazia per tornare al principio di responsabilità.

Augusto Ferrante
augusto@dei.unipd.it
4 novembre MMXIV

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