Come aiutare i cittadini a chiedere conto ai propri leaders

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5 Responses to Come aiutare i cittadini a chiedere conto ai propri leaders

  1. Maurizio scrive:

    Credo che la democrazia diretta tramite referendum dove la popolazione possa dire la sua sia un’arma importante a disposizione dei cittadini.
    Deve essere garantito l’accesso al referendum ogni materia della vita di una Nazione, l’accesso deve essere garantito da soglie crescenti a seconda dei livelli del referendum, comunali, cantonali e nazionali.
    Inoltre al cambio della guardia alla guida della Nazione deve esserci il RICAMBIO di tutto l’apparato politico e dirigenziale della Nazione. Basta burocrati a vita. Due mandati e poi si torna a fare quello che facevi per guadagarti da vivere.

  2. Pax scrive:

    C’è un detto: “non è necessario reinventare la ruota ogni volta”. Cioè, se già nel passato ci sono buoni esempi che servono al nostro scopo, non c’è bisogno di fare tanta fatica per inventarne di nuovi, per poi scoprire che sono uguali a quelli già adottati in passato.
    La Repubblica di Venezia per mille anni e lo Stato Veneto per più di 400 anni sono esistiti conservando un buon governo e un buon consenso da parte della popolazione (anzi forse allo Stato Veneto, nei tempi prossimi alla sua caduta, era più affezionato il popolo che l’aristocrazia al potere).
    Voglio elencare solo alcuni aspetti, tra i tanti, di quel buon governo.

    Le cariche nei numerosi organi di governo e dell’amministrazione dello Stato erano, per la maggior parte a titolo GRATUITO. Un esempio evidente di servizio allo Stato e alla collettività.

    Gli organi di governo erano di solito sottoposti ad un livello superiore di CONTROLLO.
    Ad esempio nella Sanità c’erano i Provveditori alla Sanità, controllati dai Sopraprovveditori alla Sanità (eletti dal Maggior Consiglio), controllati a loro volta dal Consiglio dei 10 Savi alla Sanità (eletti dal Senato veneto)
    AI tempi nostri, che la sovranità appartiene a tutto il Popolo, gli organi di controllo sui vari Ministeri dovrebbero essere nominati direttamente dai cittadini.

    Le cariche amministrative e di governo duravano in media 12-18 mesi; spesso erano uffici a gestione collegiale e i membri erano rinnovati in modo progressivo, non tutti insieme, così da garantire continuità ed efficacia d’azione all’Ufficio e minore identificazione di un Ufficio con una persona.

    La rapida rotazione delle cariche e gli enti preposti al controllo erano un efficace antidoto a distorsioni nell’esercizio di quello che era primariamente un servizio e non un potere.
    Il Doge stesso, che era carica elettiva a vita, era sottoposto a collegi che ne controllavano direttamente l’operato.

    Se sono riusciti i nostri antenati, ci possiamo riuscire anche noi, ora che l’era digitale rende possibile un reale esercizio diretto della sovranità da parte di tutto il Popolo.

    • mauro scrive:

      Pax questo è 2014. Non ci sono servi della gleba nè persone che lavorano accontentandosi di un tozzo di pane. L’aristocrazia ha lasciato il posto a speculatori finanziari che dietro ad una tastiera muovono in un nanosecondo miliardi di dollari affossando l’economia di un paese. Strumenti e metodiche vecchie di centinia di anni possono ispirare ma non sono, a mio avviso, da “copia e incolla”. Un solo esempio la gratuità delle cariche. Vogliamo che ci governino solo soggetti che vivono di rendita? O pensiamo che ogni strato sociale debba dare il proprio contributo al buon governo? Altro esempio i livelli di controllo. Vogliamo avere una struttura burocratica come quella italica? Anche l’italica repubblica ha soggetti preposti al controllo es. http://www.anticorruzione.it/ sono serviti? In conclusione credo che il primo lavoro da fare sia sulla consapevolezza delle genti venete e sulla giustizia certa e rapida.
      Dobbiamo pensare a nuovi modelli, adeguati alla velocità del nostro tempo, e questo è il luogo giusto per condividerli.

      • Pax scrive:

        Caro Mauro, ti ringrazio per il commento al mio intervento, ma dal contenuto della tua replica temo di essere stato frainteso, forse non mi sono spiegato adeguatamente.
        Provo a riprendere i concetti e spero di riuscire a spiegarmi meglio.

        1. abbiamo bisogno di conoscere il nostro passato. La storiografia ufficiale ha gettato nell’oblio la nostra Storia veneta. Se non conosciamo il nostro passato siamo senza radici, e una società senza radici muore o cresce distorta. Già milioni di veneti sono stati sradicati dalla loro terra nel passato e questo esodo sta riprendendo. Possiamo imparare dal nostro passato, prima di tutto per non ripetere gli stessi errori, in secondo luogo perché il passato può contenere stimoli o soluzioni da adattare al presente.

        2. Ho provato quindi a fare alcuni esempi riguardanti la nostra Storia passata, magari ce ne sarebbero di più illuminanti, ma questi mi sono venuti in mente

        3. Ovviamente nessuno ha nostalgia dei tempi in cui c’erano i servi della gleba e gli aristocratici; però penso che in Venezia non siano mai esistiti i servi della gleba e l’aristocrazia veneziana si sia spesso espressa con atteggiamenti paternalistici verso i più poveri e derelitti, pensiamo in Venezia ai molti orfanotrofi, ospedali, istituzioni caritatevoli che si prendevano cura dei più deboli. Negli altri Stati europei, tutte monarchie, gli strati sociali erano molto più distanti.
        Ma ripeto: non abbiamo nostalgia per una società del passato, divisa in classi. Ho menzionato l’aristocrazia veneziana in quanto facente parte del Maggior Consiglio, in cui l’aristocrazia esercitava la sovranità. La sovranità non apparteneva al Doge, ma era condivisa, in un’epoca in cui c’erano solo sovrani assoluti negli altri Stati…
        E il Maggior Consiglio esercitava una sovranità diretta.

        4. Ai nostri giorni la sovranità appartiene al popolo e attualmente la esprime in una democrazia rappresentativa, dove i rappresentanti eletti spesso si comportano come una aristocrazia/oligarchia che detiene un potere sulla collettività, non che esercita un servizio per la collettività.
        Avremmo bisogno invece che il popolo, che è sovrano, potesse esercitare la sua sovranità con modalità di democrazia più diretta e meno rappresentativa.

        5. la gratuità delle cariche. L’ho citata come una provocazione e ho anche ricordato che non tutte le cariche erano in passato a titolo gratuito, Gratuità della carica non significa SEMPRE gratuita e quindi impedire l’accesso al servizio di governo ai meno danarosi. Sicuramente se una carica prevede un tempo sottratto al lavoro è bene che sia remunerata, sarà anche un nobile servizio alla collettività, ma di qualcosa bisogna pur vivere. Però, soprattutto in tempi di crisi, forse il gettone di presenza nei consigli comunali che si tengono in orario dopo il lavoro, potrebbe anche essere abolito; mentre l’ufficio del sindaco e degli assessori, se dedicano tempo sottraendolo al loro lavoro, è bene che sia remunerato. E’ una posizione eccessiva? Non mi sembra. Forse non ho citato gli esempi più calzanti, ma è per gettare il sasso e stimolare una riflessione. Sicuramente nessuno vuole che l’accesso alle cariche sia esclusiva di chi può permetterselo economicamente. Però bisogna anche uscire da una mentalità molto diffusa in cui avere una carica pubblica, politica o amministrativa significa avere un potere da esercitare e una posizione di privilegio di cui godere invece che un servizio da dare.

        6 i livelli di controllo. I livelli di controllo che auspico sono ben diversi da una struttura burocratica elefantiaca in cui i controllori sono nominati dai controllati, come purtroppo avviene attualmente.
        Immagino invece qualcosa di simile al passato, attualizzato al presente: il popolo nomina un organo di governo (a qualunque livello) e sempre il popolo nomina un organo di controllo su quella funzione di governo. Gli organi di controllo ci sono già comunque, non diminuisci la burocrazia togliendo gli organi di controllo, ma bisogna che i componenti degli organi di controllo siano sempre espressione della volontà del popolo, che è sovrano.
        Prova ad immaginare un esempio pratico, prendilo da qualsiasi episodio eclatante della nostra cronaca recente. Per esempio il Mose, per non andare lontano da Venezia… : immagina che ci sia un ente di governo che intrallazza un po’ per questa opera con imprese compiacenti e viceversa e tutto quello che vuoi, (ma non voglio accusare nessuno, c’è chi sta verificando, è solo un esempio teorico); però adesso immagina che esista un organismo di controllo, un collegio di 10 savi alle acque (se non ti piace il nome cambialo pure) rinnovato ogni 12 mesi dal popolo, che include persone di varia estrazione sociale e competenze e che rappresentano il popolo nella sua funzione sovrana di controllo; vuoi che il popolo non sarebbe mai riuscito per 20 anni ad eleggere ogni anno almeno qualcuno di buon senso che metteva sull’avviso gli interessati consigliando loro che era meglio cambiare registro altrimenti erano guai o che avrebbe denunciato alle autorità competenti nel caso avesse osservato irregolarità? Non so se sono ingenuo, però penso che un meccanismo del genere potrebbe funzionare e magari si riuscirebbe a prevenire degenerazioni della politica amministrativa come vediamo da molta cronaca.

        Ti ringrazio se hai avuto la bontà di leggermi sino in fondo, mi sono un po’ dilungato, ma solo nella speranza di riuscire ad esprimermi meglio.

        • mauro scrive:

          Pax è un piacere leggerti. Che la Serenissima fosse stata avanti secoli rispetto alle monarchie europee non ci piove, che ci sia molto da scoprire e riscoprire sicuramente. Quella della “riscrittura” della storia, cancellata dagli invasori, meriterebbe un articolo specifico. La storia dei Veneti e della Repubblica Serenissima oggi occupa si e no 15 righe sui testi di storia imposti ai nostri figli. Abbiamo così tanto lavoro da fare…! Siamo sulla stessa linea. Un appunto, solo appunto, sulla gratuità. Sono stato consigliere comunale per 5 anni, quando credevo fermamente che questo sistema si potesse cambiare cooperando con il “legittimo” potere costituito, il mio gettone di presenza era di 12,50 EUR per seduta di consiglio. Averlo o non averlo non sarebbe cambiato nulla! Un assessore del mio comune ha 40,00 EUR mensili e il sindaco 800,00 EUR. Nelle piccole comunità i “costi della politica” sono ininfluenti rispetto alle amministrazioni centrali. Un consiglie regionale mi dicono abbia una indennità di migliaia di euro mensili (http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12/11/costi-della-politica-i-trucchetti-di-veneto-e-piemonte-per-i-consiglieri-regionali/809240/). Sembra che più i palazzi sono lontani dagli occhi della comunità maggiore è il costo per la collettività. Perchè non provi buttar giù il progetto “costi della politica e sistemi di controllo nella Repubblica Veneta” ?

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