Governo dei rischi nella Repubblica Veneta

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Oggi individuare le minacce e i pericoli nella loro globalità, come pure di contrastarli e gestirli in maniera coordinata e interconnessa è condizione essenziale per sopravvivere sia come individui che come comunità.

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E’ possibile schematizzare il processo individuando alcune fasi che peraltro ricalcano cd Ciclo di Deming (http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_di_Deming).

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l controllo del rischio è essenziale ai fini del trattamento e della sua riduzione da totale a residuo.

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Una strategia per ridurre al minimo i danni catastrofici si basa sulla sorveglianza è un sistema con il quale si lavora sulla causa ultima che si evince rispondendo alla domanda perché è successo ciò, in maniera sempre più approfondita. Si impara quindi dagli errori, si agisce per rimuovere la causa alla radice e innescare così un processo di miglioramento.

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Al centro del sistema di governo dei rischi nella Repubblica Veneta c’è la responsabilità del singolo individuo, con la sua sfera economica e non economica e la sua famiglia, e della comunità. L’assunzione di responsabilità del singolo passano attraverso l’autoprotezione con gli strumenti che il mercato o le comunità mettono a disposizione. Le comunità dovranno farsi carico di formare, informare e addestrare i singoli individui affinchè siano consapevoli dei rischi e degli strumenti a loro disposizione per ridurli o annullarli. A livello di governo la Repubblica si doterà di strumenti per una efficace politica della sicurezza e gestioni delle crisi convolgendo politica estera |  economica | sociale | ambientale | sanitaria | immigrazione.

L’ultimo anello di protezione è affidato ad esercito, protezione civile e polizia.

L’esercito basato sul sistema di milizia come modello per la difesa, consente da un lato, di tenere relativamente bassi i costi correnti per la prontezza di base, ma dall’altro di reagire grazie al sistema e alla sua scalabilità, in modo repentino in caso di pericoli o minacce incombenti. Secondo il principio di sussidiarietà – in caso di catastrofe – gli impieghi dell’esercito vengono effettuati solo se le autorità non sono più in grado di svolgere autonomamente i loro compiti con i mezzi civili.

Vi sarà un obbligo di prestare servizio nell’esercito o nella protezione civile o nei pompieri o eventuali altri servizi obbligatori sono disciplinati a livello comunale.

La protezione civile avrà il compito di proteggere la popolazione , assiste le persone in cerca di protezione, appoggiare gli organi civili, di polizia e militari, eseguire lavori di ripristino e interventi di pubblica utilità e rimane disponibile per il periodo necessario alla gestione di catastrofi e situazioni d’emergenza.

La polizia sarà, da un lato, uno strumento indipendente della politica di sicurezza che assume un ruolo fondamentale nella tutela quotidiana della sicurezza e, dall’altro, parte del sistema integrato di protezione della popolazione, nell’ambito del quale entra in azione con altre organizzazioni in caso di catastrofi e situazioni d’emergenza.

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Mauro Fontana

09/11/2014

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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