LO SPORT NELLA NUOVA REPUBBLICA VENETA

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Spero che questi successi convincano qualche ragazzo disabile ad uscire di casa a riprendere a vivere con lo sport. La vita è sempre degna di essere vissuta e lo sport dà possibilità incredibili per migliorare il proprio quotidiano e ritrovare motivazioni.

(Alex Zanardi)

 

E’ importante riconoscere che l’organizzazione dello sport così com’è non è adeguata, quindi vediamo come potremmo riorganizzare lo sport e l’attività motoria nella Repubblica Veneta.

Se noi riconosciamo il grande valore sociale e culturale dello sport e dell’attività motoria nella nostra società non possiamo escludere questa materia dai programmi scolastici.

La scuola dev’essere l’ambiente dove i muri fisici e mentali vengono annullati e dove l’unico obiettivo è formare una generazione di futuri uomini e donne competenti, capaci, creativi, curiosi, responsabili, rispettosi di sè e dell’avversario, con autostima e di mentalità aperta.sport

Ma se è vero che la scuola deve essere il centro d’azione dove convergono tutte altre attività extrascolastiche dove quindi lo sport deve essere insegnato con approccio interdisciplinare dando valore a tutti gli obiettivi dell’educazione fisica quali:

  • sviluppo fisico
  • sviluppo della persona
  • sviluppo sociale
  • educazione alla salute

E’ altrettanto vero che per ottenere ciò dovranno essere fatte riforme curricolari di importanza fondamentale le quali stabiliscano che sin dalle scuole primarie di primo grado l’insegnamento dell’attività motoria dovrà essere affidato a specialisti non essere relegato ad insegnanti che, oltre a non aver le competenze, molto spesso evitano di portare gli alunni in palestra (quando questa è presente) considerando questo una perdita di tempo. Gli insegnanti specialisti potranno anche essere forniti dalle società sportive che in cambio avranno strutture adeguate alle loro attività.

L’educazione fisica quindi deve rendere i bambini e i giovani consapevoli delle responsabilità che essi hanno verso loro stessi e verso l’intera comunità stimolandoli al rispetto delle regole e degli impegni verso gli altri fin dalla tenera età.

Dovranno essere fatti investimenti sul territorio sia in strutture fisiche che in formazione, così da creare nuove risorse umane dotate di menti aperte, capaci di amministrare e di garantire che le nuove strutture siano a disposizione di tutte le attività sportive e non ad uso esclusivo solo di alcune, come accade ora.
Oggi assistiamo al fatto che  atleti a livello nazionale, europeo e anche mondiale delle cosiddette discipline minori non trovano spazi adeguati dove allenarsi e devono pagarsi le trasferte per gare a livello anche internazionale.

Le nuove strutture pubbliche o centri sportivi dovranno essere limitrofi agli edifici scolastici e concesse in uso dando priorità alle scuole, poi alle società sportive e ai cittadini.home6-1200x500

L’attività sportiva dovrà essere quindi promossa a tutti i livelli cosicché diventi uno stile di vita che accompagni l’esistenza delle persone producendo così effetti positivi sulla loro salute fisica e psichica. A medio termine gli effetti positivi per i singoli si riverseranno sull’intera collettività che così vedrà aumentare il benessere generale.

Tralasciando il modo con il quale sono state organizzate e gestite le federazioni sportive sino ad oggi dovremo, in primis, creare il Comitato Olimpionico Nazionale Veneto.

Le nuove  federazioni dovranno essere:

  • localizzate laddove si praticano maggiormente determinate attività sportive (per esempio lo sci non certamente a Venezia – solo perché è la capitale – ma a Belluno)
  • gestite da tecnici esperti (ex atleti, arbitri, …) non da politici
  • riformate per ciò che riguarda il tesseramento giovanile che avrà l’obiettivo di garantire i tesserati e non le società sportive
  • artefici di una riforma  del diritto sportivo anche per ciò che riguarda le responsabilità delle federazioni e delle società sportive
  • artefici di una riforma per ciò che riguarda le sponsorizzazioni

Tutto ciò dovrà essere realizzato in due fasi:

  • progetti a breve termine (es. riforma cicli scolastici, educazione allo sport, organizzazione delle federazioni)
  • progetti a medio termine (es. edilizia sportiva, processo adesione al CIO, …)

I progetti saranno realizzati grazie all’opera ad un gruppo di lavoro di esperti del sistema scolastico, del logistica, del sistema sanitario, del diritto, ecc. focalizzato sugli obiettivi che le genti venete definiranno.

 

Marzia Taschetto

20-01-2015

 

2 Responses to LO SPORT NELLA NUOVA REPUBBLICA VENETA

  1. Lucio fadel scrive:

    complimenti,interpretazione perfetta

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