Piano di rilancio dell’Industria Nautica e Navale Veneta

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Introduzione – Nota Storica

 

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E’ assai noto che la fortuna economica della Serenissima Repubblica di Venezia e’ da attribuirsi nella quasi totalita’ alla sua flotta. L’egemonia sulle rotte commerciali del mediterraneo orientale non solo ha fatto fiorire la citta’ ma e’ stata causa principale dello sviluppo della mentalita’ proto-capitalista che ha assicurato undici secoli di democrazia ed uno sviluppo di realta’ protoindustriali quali, primo fra tutti, L’Arsenale. Ogni confronto con la realta’ medioevale del resto d’Europa all’epoca e’ del tutto scontato.
E’ stata gran cura di tutte le nazioni che si sono avvicendate nella custodia (per usare un termine blando) della ex Repubblica di sedare l’orgoglio nazionale dei Veneti attaccando al cuore il principio primo dell’esistenza della citta’: non solo la flotta ma l’identita’ stessa di citta’ di mare. In breve:
Napoleone: avrebbe potuto disarmare la Bucintoro e farne bottino di guerra, preferi’ bruciarla in bacino S. Marco.
Impero Austro-Ungarico: costrui’ il ponte ferroviario e pianifico’ l’interramento dei canali della citta’, qualunque cosa pur di tenere i veneziani a terra. Non ultimo scelse Trieste come base per la propria flotta: puro autolesionismo che servi’ a G. Dannunzio il suo famoso attacco con motosilurante su un piatto d’argento.
Regno d’Italia e successivamente Repubblica Italiana: ampliamento del ponte ferroviario nella sua parte stradale battezzato, non senza una certa ironia, Ponte della Liberta’; mantenimento in stato di abbandono dell’Arsenale e di forte S. Andrea; distribuzione dei maggiori porti militari al sud (comprensibile durante la II guerra mondiale, strategicamente inspiegabile durante la guerra fredda quando il confine del blocco sovietico era praticamente a Trieste); di recente, illecito trasferimento del campo di gara della America’s Cup a Napoli; mancato salvataggio statale della cantieristica minore in difficolta’, a differenza di quella Ligure. Eccetera.

Importanza Strategica ai fini della rinascita della Repubblica

Se non economico il Mare e’ un valore culturale indispensabile per un eventuale ed auspicabile risveglio dell’orgoglio indipendentista Veneto, particolarmente all’interno della sua Capitale. Come ne hanno capito l’importanza i nemici della Repubblica e’ di primaria importanza che se ne capisca l’importanza strategica all’interno dei movimenti indipendentisti.
Il prestigio marittimo e’ oggi appannaggio di Genova e Napoli…

Situazione attuale

Venezia conserva tuttora una profonda cultura nautica ed un vero e proprio tesoro di conoscenza nella produzione artigianale che rimane non sfruttato in quanto chiuso nella realta’ del mercato locale.
Gli insegnamenti dei due istituti tecnici nautici, Cini e Venier, vengono assorbiti quasi esclusivamente dal mercato locale: in particolare Actv, taxi acquei e trasporti locali. E’ da notare la quasi assenza di Veneti al comando di unita’ della Marina Militare o di navi commerciali di rilievo (vedi Costa Concordia).
La creazione del Salone Nautico di Venezia, nobile intento, ha purtroppo evidenziato la realta’ di cui sopra con il suo scarso successo: snobbato dai finanziamenti pubblici e’ diventato anch’esso una realta’ locale senza nessun eco anche solo a livello nazionale.

Piano di Rilancio

Stabilire un dialogo con la cantieristica minore al fine di far percepire l’importanza di mestieri apparentemente in declino nello schema politico di un Veneto indipendente. (Non sono in declino, la nautica da diporto ha ricominciato a crescere fuori dall’Italia)
Creare una realta’ consorziale della cantieristica Veneta che promuova l’espansione internazionale del proprio mercato come alternativa alla lenta agonia di una competizione interna. In particolare, assicurare le presenza dei cantieri di spicco nei maggiori saloni nautici internazionali: Monaco, Fort Lauderdale, Dubai, Mosca.
Iniettare nuova forza creativa e tecnologica in un mercato che muore di tradizionalismo grazie a collaborazioni, stage e tirocinii in accordo con scuole ed universita’  Venete. In particolare facolta’ ed istituti di ingegneria e design, ma gia’ solo la conoscenza della lingua inglese e dimestichezza con tecnologie informatiche e marketing basterebbe. Va considerata la possibilita’ di accedere a finanziamenti europei per la realizzazione di prototipi.
Spinta all’internazionalizzazione dei giovani veneti che hanno interesse verso le professioni marittime: la creazione di un network di professionisti impegnati sul mercato internazionale e’ condizione essenziale per la creazione di nuove relazioni commerciali.
Utilizzare la logistica (al momento al collasso) di una citta’ da oltre venti milioni di turisti l’anno come piattaforma sperimentale per nuove necessarie soluzioni tecnologiche che riportino la cantieristica locale all’avanguardia.

 

Giacomo Michelini Tocci
BEng (Hons.) AMRINA

11-12-2014

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