Progetto di smaltimento dei rifiuti

a-pirolisi

La situazione sia nazionale sia internazionale per la definizione del sistema integrato di trattamento e destinazione finale dei rifiuti solidi urbani vede, oggigiorno, pur tra cospicue differenze tra regioni e territori più avanzati e altri più lenti nelle prospettive di adeguamento, una significativa affermazione del sistema di raccolta differenziata finalizzata alla realizzazione di sistemi di riuso e produzione di materiali secondari. A valle di ciò, esiste tuttavia un flusso importante di rifiuto raccolto in modo indifferenziato, cui devono necessariamente aggiungersi i rigetti dalla filiera di valorizzazione del differenziato, il quale deve trovare idonee prospettive di smaltimento. Tale flusso, che rispetto alla produzione lorda del rifiuto è comunque una percentuale cospicua, ha una composizione che risulta privata delle frazioni meglio valorizzabili (metallo, vetro, frazione organica compostabile trovano idoneamente una valorizzazione nella preselezione a monte), e che appare costituita fondamentalmente da una frazione combustibile, una frazione organica umida, una frazione minerale sostanzialmente inerte. Vista tale composizione, e visto l’interesse per la produzione di energia di tipo termico e termoelettrico da fonti non fossili, si potrebbe prospettare una valorizzazione energetica di questa frazione, con il duplice obiettivo di dare uno sbocco al flusso raccolto, e contemporaneamente di produrre, in maniera ambientalmente compatibile, energia da destinare alla valorizzazione sul territorio. Una prima scelta che appare oggi molto dibattuta è quella tra la valorizzazione energetica del flusso così come sopra individuato, o invece la proposizione di sistemi di separazione meccanica a valle della raccolta, sistemi che appaiono finalizzati sostanzialmente a individuare tre frazioni, una combustibile (il cosiddetto CDR, combustibile derivato da rifiuto), la frazione umida (per la quale, con ipotesi di stabilizzazione biologica anaerobica si proporrebbe ro pure prospettive di valorizzazione energetica indiretta), e infine una frazione minerale, per la quale non paiono percorribili strade diverse rispetto all’immissione in discarica. La soluzione largamente più diffusa per la valorizzazione energetica dei rifiuti solidi urbani è la combustione diretta in forni (inceneritori). Impianti che oggi tendono a essere abbandonati in quanto studi recenti hanno evidenziato nelle loro emissioni gassose, la presenza di diverse classi di composti organici e di derivati alogenati, comprese alcune classi di sostanze altamente tossiche come le benzodiossine policlorurate (P.C.D.D.) e i benzofurani policlorurati (P.C.D.F.). I prodotti nocivi organoclorurati si generano nelle fasi di raffreddamento dei gas combusti, catalizzati dalle ceneri volanti sempre presenti: il processo di incenerimento favorisce, infatti, la presenza di notevoli quantità di particolato negli effluenti gassosi, il cui abbattimento costituisce un grosso problema. Rispetto alla combustione convenzionale, oggi vengono proposti sistemi alternativi e innovativi, quali, in particolare, la gassificazione e la pirolisi. Si tratta in genere di soluzioni che consentirebbero di ottenere per via termica dal combustibile solido un gas combustibile (syngas), e poi di ottenere da quest’ultimo, eventualmente dopo depurazione, la produzione energetica.

Definizione di pirolisi

La piròlisi (o piroscissione) è un processo di decomposizione termochimica di materiali organici, ottenuto mediante l’applicazione di calore e in completa assenza di un agente ossidante (normalmente ossigeno). In pratica, se si riscalda il materiale in presenza di ossigeno avviene una combustione che genera calore e produce composti gassosi ossidati; effettuando invece lo stesso riscaldamento in condizioni anaerobiche (totale assenza di ossigeno), il materiale subisce la scissione dei legami chimici originari con formazione di molecole più semplici. Il calore fornito nel processo di pirolisi viene quindi utilizzato per scindere i legami chimici, attuando quella che viene definita omolisi termicamente indotta.
Tra i principali processi pirolitici sfruttati su larga scala spiccano il cracking industriale e il trattamento termico dei rifiuti. Prima del 1925 la pirolisi del legno costituì la fonte principale di metanolo.

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Schema della pirolisi

C6H10O5 + calore ⇒CH4↑+ 2CO↑ + 3H2O↑ + 3C↓

Rifiuti da conferire all’impianto di pirolisi

Entrando ancora di più nello specifico:

  • Plastica:
    • P.V.C. rigido e molle (tubi guarnizioni, giunti ecc …)
    • Poliestere Solido ed Espanso (pannelli, pavimentazioni, ecc …)
    • Teflon ( shoppers, guarnizioni, tubi ecc …)
    • A.B.S. ( Componentistica per auto, tubi, componenti elettrici ecc …)
    • Polietilene ad alta e bassa densità ( Pellicole alimentari, tappi, giocattoli ecc…)
    • Policarbonati ( caschi, oblò, plafoniere ecc …)
    • Polimetilmetacrilato (P.M.M.A.) (componentistica per arredamento, pareti trasparenti ecc …)
    • Poliammidi (nylon) (abbigliamento, boccole, ingranaggi, pignoni ecc …)
    • Poliuretani (guarnizioni, pannelli, ecc …)
    • Nitrato di cellulosa (articoli di cancelleria, rivestimenti trasparenti, ecc …)
    • Tutte le plastiche termoindurenti (Resine fenoliche, poliuretaniche, melamminici ecc … )
    • Materiali compositi: (vetro-legno, metallo-legno, metallo-plastica ecc …)
  • Car-fluff;
  • Combustile da Rifiuti (C. di R.);
  • Rifiuti Urbani:
    • Rifiuti Domestici e assimilabili;
    • Prodotti da attività commerciali e industriali;
    • Rifiuti della raccolta differenziata;
  • Rifiuti d’imballaggi, assorbenti, stracci, materiali filtranti e indumenti protettivi;
  • Rifiuti della produzione, formulazione, fornitura e uso di prodotti farmaceutici;
  • Pneumatici fuori uso di qualsiasi veicolo;
  • Rifiuti solidi pericolosi;
  • Rifiuti Ospedalieri Sanitari Pericolosi a rischio Infettivo.

E altri ancora

i prodotti della pirolisi

  • Gas: sono idrocarburi a basso peso molecolare non condensabili a pressione e temperatura ambiente.
  • Liquidi: sono per la maggior parte idrocarburi a peso molecolare più elevato in forma liquida a temperatura e pressione ambiente e in quantità minore acqua.
  • Carbone: è il residuo della pirolisi degli idrocarburi.
  • Materiale inerte: il materiale inerte dipende dal contenuto di esso, del materiale trattato con la pirolisi e può essere vetro, metalli, fibre ecc …

 

Florean Gianluca
04-11-2014

One Response to Progetto di smaltimento dei rifiuti

  1. GianLuca scrive:

    Con questo metodo si elimineranno quasi del tutto le discariche e gl’inceneritori.

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