Rivalutazione dell’industria e artigianato con le sue eccellenze

e-artigianato

Stiamo attraversando una crisi economica senza precedenti, questa situazione porta a mettere in discussione i principi dell’economia attuale,quali strade da prendere diventa un problema arduo,certo è che bisognerà ridefinire quelle che sino ad oggi ci sembravano certezze e dogmi irrinunciabili, pur con contraddizioni e limiti che questo sistema a dimostrato.

Il popolo Veneto ha sempre dimostrato di essere lungimirante in questo senso , creando un sistema economico riconosciuto come “MODELLO NORD-EST”, messo in crisi da scelte centralistiche che ne hanno snaturato la portata , aumentando la tassazione e infittendo le ragnatele della burocrazia in maniera esponenziale.

Fermare e controllare la macchina Veneto sembra essere il l’imperativo di uno stato centralista.

La necessità di valorizzare le proprie tradizioni e il bagaglio culturale ed economico di un popolo sta alla base del mio pensiero, ridare dignità e valore ad un nuovo modo di fare artigianato e industria ,dove la cultura ,l’arte e tecnologia si fondino in un unica visione di un possibile sviluppo.

La nostra regione, che spero al più presto possa diventare uno stato indipendente, è ricca di tradizioni e di un artigianato che vanta innumerevoli eccellenze, per citarne alcune: vetro di Murano,merletti di Burano,le ceramiche di Nove e tutto il Bassanese,l’industria e l’artigianato del mobile, la lavorazione orafa di Vicenza ecc. senza dimenticare i vini e il settore agro alimentare.

Da questi presupposti si può pensare a un nuovo modo del fare e produrre.
Qui entra in gioco il design,la tecnologia,la cultura, l’arte,le sinergie che si possono sviluppare con l’economia reale sono molteplici.

Purtroppo una delle colpe di una economia malata è in parte nostra,in quanto molte delle nostre scelte sono state dettate da un facile consumismo (vedi invasione di prodotti Cinesi, di scarso valore e di dubbia bellezza), a scapito di scelte più ponderate ,verso prodotti più duraturi e costruiti in maniera corretta . Un prodotto bello e funzionale,contribuisce indirettamente ad arricchirci culturalmente e farci diventare persone più sensibili verso una scelta consapevole e che ci faccia vivere meglio.

Quindi educare al bello, alla cultura ,al gusto ,diventa un modo onesto per promuovere la nostra economia.
Il ruolo della scuola,dell’università ,e di conseguenza di tutte le figure professionali, che possono in vario modo contribuire a questo progetto,sono determinanti.

Vedere un industria o l’artigianato non più solo come luoghi di produzione di massa , ma bensì come laboratori e fucine di idee, dove la ricerca tecnologica e lo sviluppo di un oggetto abbia come finalità l’appagamento del fruitore finale.
Noi Veneti abbiamo il valore del saper fare e della creatività , e di questo valore dobbiamo trarne il meglio.
Non abbiamo una grande industria e quindi fare concorrenza a multinazionali è impresa ardua,la nostra forza sta nella creatività ,nell’innovazione e la tecnologia.

Gran parte del nostro bagaglio di conoscenze sopratutto nell’artigianato sono andate perse, bisogna recuperare il tempo perduto e riscoprire la bravura e il genio che ci hanno contraddistinto.
L’industria ha sempre attinto a queste conoscenze e dovrà necessariamente seguire questa strada per affrontare un futuro ricco di nuovi stimoli.
Il ruolo dei giovani è importantissimo e possono diventare il ponte per il futuro,senza dimenticare l’eredità che ci hanno lasciato i nostri artigiani.
Per quanto riguarda il “mestiere”,spenderei due parole,in quanto oggi sembra che il valore del fare ,dell’apprendere un lavoro artigianale sembra quasi diventata una scelta anacronistica,e di scarso valore socio culturale,in realtà è un’opportunità sia di lavoro che di conoscenza e sviluppo.
Non dovrebbero esserci barriere fra professionisti,artigiani e industria , ma una concertazione di intenti,per una innovazione tecnica ed economica esportabile in tutto il mondo.

Un grande designer ha espresso questo pensiero
Un oggetto di design è il frutto dello sforzo comune di molte persone dalle diverse specifiche
competenze tecniche, industriali, commerciali, estetiche. Il lavoro del designer è la sintesi
espressiva di questo lavoro collettivo. Quello che caratterizza la progettazione è proprio il
rapporto continuo tra parecchi operatori, dall’ imprenditore all’ultimo operaio.

In pratica un popolo unito nei propri ideali ,può vincere qualsiasi sfida. Noi siamo un popolo,noi sia Veneti!!!

 

ARMANDO D’ANDREA
ARTE-CULTURA-ECONOMIA
MUSILE DI PIAVE 04-11-201

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