Urbanistica nella nuova Repubblica Veneta

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1. Urbanistica europea
L’ urbanistica europea segue indirizzi e documenti nati in conferenze internazionali, quali:
la Carta di Aalborg, Danimarca 1994, la Carta di Lipsia 2007, la Charte des places D’Europe a Venezia 2007, la Dichiarazione di Marsiglia 2008, la Dichiarazione di Toledo 2010, il Quadro di riferimento per le città sostenibili di Bruxelles 2013. Il punto centrale è il tema della sostenibilità delle città, una sostenibilità che dev’essere economica, sociale, ambientale da realizzare con programmi e progetti integrati.

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2. Centri storici come modello di sostenibilità
Numerosi ricercatori europei hanno scoperto che i nostri antenati costruivano già città sostenibili, infatti le città medievali compatte sono un esempio di sostenibilità in quanto evitano di consumare suolo, riducono gli spostamenti e quindi l’inquinamento, riducono i consumi energetici, ( la compattezza degli edifici e lo spessore dei muri proteggono dal freddo e dal caldo), riducono il volume di materiali impiegati, usano materiali naturali (pietra, legno, laterizio).
Il successo dei centri storici come modello urbanistico che si mantiene nel tempo e che si distingue dai quartieri monofunzionali costruiti sul modello sovietico, ( tutti questi quartieri, nel momento in cui si crea un’alternativa, sono rapidamente abbandonati dagli abitanti, sono luoghi noiosi e malsani) è dovuto a densità  elevata, mix funzionale e mix sociale, mescolanza delle classi sociali senza segregazioni, palazzi nobiliari accanto a case d’affitto popolari, stratificazione storica, diversità architettonica, disegno urbano unitario, spazi pubblici pedonali con piazze, portici, edifici pubblici nelle piazze.
Le piazze e le corti sono gli elementi che articolano lo spazi urbano pubblico. L’uso pubblico del suolo diventa elemento connettivo della struttura insediativa. Naturalmente oggi non dobbiamo copiare l’ architettura del passato ma capirne i principi.

Secondo il prof. Marc Augè, il più grande antropologo esistente, le città ideali nel mondo sono le città medie del nord Italia, tra cui quelle Venete, per la loro piccola dimensione, per la qualità della vita, per la facilità di spostamento in bicicletta, per il clima.

3. Esperienze europee
Moltissimi architetti danesi, svedesi e finlandesi riferiscono di aver fatto un viaggio nelle nostre città da cui hanno tratto ispirazione per i loro progetti. Vengono molto apprezzati i centri storici medievali, le piazze , i portici, la complessità.

-Barcellona (Catalunya) prof. arch. Oriol Bohigas, è la prima grande città europea che ha cominciato un processo di rigenerazione nel 1992, Bohigas è l’ architetto che ha radicalmente trasformato Barcellona in occasioni delle Olimpiadi del 1992, facendo di questa città uno dei luoghi più vivibili e più visitati al mondo, vincitrice nel 1999 del Royal Gold Medal del RIBA, unica città al mondo ad averlo ricevuto, premio mondiale riservato di solito a singoli architetti.

-Graz, (Austria) Quartiere Wienerberger, 1982/1985, arch. Ralph Erskine uno dei piu grandi esperti mondiali di architettura bioclimatica. Il tessuto urbano è organizzato lungo uno spazio ciclopedonale pubblico a misura di bambino, le auto infatti sono esterne, ispirato alle città medievali.

-Svezia, dopo la caduta del muro di Berlino del 1989, si è trovata di fronte ad una crisi economica causata dal trasferimento di tutte le industrie nell’Europa dell’est, con il risultato di disoccupazione ed emigrazione, gli architetti chiudevano gli studi. Una situazione del tutto simile a quella che stiamo vivendo oggi in Veneto. Si decide di fare un programma di città nuove che non basano il loro lavoro sulla produzione ma sulla cultura e conoscenza. Oggi l’ economia svedese si basa su servizi, aziende piccole e medie dove quelle informatiche sono le maggiori.

-Malmo (Svezia) Bo01, 2001, arch. Ralph Erskine, è il primo quartiere in Europa autosufficiente energeticamente con energia solare, turbine eoliche, raccolta pneumatica dei rifiuti che generano energia. Ispirato all’ urbanistica delle città medievali venete e toscane: organizzazione dello spazio fatta per diminuire le differenze sociali. Raggruppamenti dei comuni, collaborazione pubblico-privata, partecipazione dei cittadini, pianificazione integrata, piani urbanistici sono solo 2, uno di respiro territoriale e uno attuativo sull’area. In Svezia non esiste l’ edilizia economica per non creare segregazioni, lo stato svedese aiuta l’individuo a pagare l’affitto, in modo da non essere identificati con quel quartiere o con quell’edificio.

-Orestad, Copenaghen (Danimarca) città del sorriso, 2014 capitale verde d’europa
Anche Copenaghen ha subito la stessa crisi della Svezia, con disoccupati, emigrati. Nel 1995 il governo incoraggia la crescita della città con lavori pubblici, recuperando l’ area portuale abbandonata, nuovo aeroporto, ponte con la Svezia, nuovo quartiere Orestad. Oggi arrivano 1.000 nuovi abitanti al mese, sono previsti 100.000 nuovi ab. nel 2025. Recupero della scala umana, luoghi attraenti, recupero dei luoghi pubblici come le piazze, verde, acqua. Copenaghen era incentrata sulle auto, oggi è sulle persone e bici. il 50% va in bici anche con la neve, perché hanno investito sulla pulizia delle strade. Oggi la gente va in bici perché è il sistema più facile per muoversi. La gente deve stare all’aperto e il più lungo possibile, perché è molto salutare, politica sanitaria preventiva. Cultura del si, telefono verde in comune, per aiutare a
sviluppare le tue idee. Per evitare i ghetti, tutte le unità abitative hanno il 20% appartamenti economico popolari che non si distinguono da quelle private, all’ interno dello stesso edificio. Senza il coraggio di investire in questo sviluppo urbano tutti questi nuovi abitanti e le compagnie si sarebbero stabilite da altre parti.

-Marsiglia, Plan d’Aou, (Francia) piano d’insieme di 14 progetti urbani, capitale europea della cultura 2013, nel dopoguerra si sono costruiti quartieri industrializzati e ripetitivi dove alloggiano gli immigrati delle colonie. Oggi sono luoghi insalubri, scadenti, dove la gente fugge, dove non si è riusciti ad arginare il degrado, sommosse nelle periferie con 10.000 auto bruciate, coprifuoco per 15 giorni, con intervento dell’ esercito. Nel 2003 legge del 1/08/2003 il cui obiettivo principale è la mescolanza sociale:12 miliardi di € 50% statali , 50% confindustria francese ( pari all’ 1% del Fatturato) , che generano 44 miliardi di € privati, ( 600 quartieri, 118 a Parigi) con il nuovo programma del 2014 a totale finanziamento confindustria. 65% degli alloggi in affitto sociale. Marsiglia e’ cambiata grazie ad un progetto di ristrutturazione urbanistica, i marsigliesi hanno riscoperto la loro città e se ne sono riappropriati. Da monofunzionale è diventata mista con attività artigianali che funzionano bene. Zone franche con esenzione fiscale per facilitare le attività economiche. A Marsiglia molti musulmani, creare mixitè sociale.

-Helsinki, (Finlandia) previsioni al 2030, 50% vive in alloggi sociali ( non c’entra il reddito) anche qui la crisi anni 90 è stata il motore del rinnovamento con il rilancio dell ‘azione pubblica. Sviluppo hi-tech con piccole e medie imprese.

-Vikki, (Finlandia),ricerca e innovazione del prodotto, progetto integrato che va a rigenerare il quartiere di appartenenza. Si ragiona assieme a S. Pietroburgo e i paesi baltici. Parco scientifico, incubatori, università.

-Hafen City, Amburgo, (Germania) Green Cities per l’anno 2011 dalla Commissione europea, l’obiettivo di Amburgo è di armonizzare l’ecologia con l’economia, è il più grande progetto europeo oggi, programmazione con progetto europeo di sviluppo urbano con abitazioni attente all’ impatto sul clima .

-Vauban, Friburgo (Germania) 30.000 studenti universitari, dopo il blocco della centrale nucleare voluto dai cittadini, ci si è chiesti dove prendere l’energia: è nato l’istituto per l’energia solare termica che è diventato il 2° al mondo, con migliaia di posti di lavoro nella ricerca e artigianato, 70% trasporti senza auto, tram, piedi , bici, tetti verdi .Tutte le case nuove consumano max 65 kwmqannuo e le case passive max 15 kw mq annuo, contro i 250/300 kw mq annuo degli edifici normali, vi sono case che producono più energia di quella che consumano. Nessun finanziamento europeo, finanziamento principale dalla vendita dei terreni.

4. Conclusioni:
Tutto questo accade in europa mentre da noi il sistema e’ completamete bloccato ! Il nord europa, in piena “crisi”, è un cantiere permanente. Ovunque stanno costruendo nuovi quartieri eco-sostenibili per 10/20.000 abitanti, nuove infrastrutture e metropolitane, centri di ricerca e università.
La Risoluzione del Parlamento Europeo n. 2061 del 28/09/2006 afferma che le città devono elaborare Piani di gestione urbana e trasporto urbano sostenibile: la Gestione Urbana Sostenibile come approccio   globale al governo del territorio, integrare ambiente, sviluppo economico, bisogni abitativi, mobilità e sicurezza.

Tra i vari punti:
-migliorare gli spazi pubblici delle periferie creando nuove piazze, nuovi parchi, nuovi percorsi ciclo pedonali, e zone a traffico limitato,
-mixitè sociale e funzionale, le funzioni dovranno essere mescolate per ricreare dei veri e propri pezzi di città dove si possa vivere e lavorare evitando i quartieri dormitorio
-la riqualificazione ambientale creando, dove possibile, polmoni verdi. preservare e migliorare la flora e la fauna, il suolo e l’acqua, patrimonio storico e culturale: rete ecologiche, ecc.
-è possibile costruire un modello sostenibile di mobilità pubblica velocemente ed economicamente puntando su: sedimi ferroviari esistenti e dismessi, rete di interscambio gomma-ferro, corsie preferenziali.

Lo scopo è di decongestionare le infrastrutture viarie e ridurre l’inquinamento atmosferico.
– promuovere la partecipazione del pubblico, l’ istruzione e la sensibilità in campo ambientale: le persone con la partecipazione vengono coinvolte nelle decisioni e responsabilizzate.
– centri di ricerca scientifica e università, centri per le arti e la musica,
– quartieri eco-sostenibili,

Se si intende perseguire una Repubblica efficiente ed efficace sul modello di quelle nordeuropee si deve partire innanzitutto dal ridisegno amministrativo dei territori, aggregando il 90% dei comuni. La devastazione urbanistica del Veneto è causata in maggior parte dall’ attuale frammentazione amministrativa in 584 comuni. In Germania, ma mano che la città capoluogo cresce, incorpora i comuni di cintura. Solo in questo modo è possibile fare massa critica: si verrebbe a creare nel Veneto una grande città-stato di 5.000.000 di abitanti policentrica. Copenaghen, Helsinki, Stoccolma, Berlino, Amburgo stanno crescendo esponenzialmente grazie alle loro politiche di rigenerazione delle città fatte su larga scala. Le Città-Stato come fattore di attrazione e competizione sono in grado di attrarre investimenti e giovani laureati.

La Repubblica Veneta, una volta risolti i problemi della giustizia, fiscali e burocratici, riuscirà in breve tempo ad diventare polo di attrazione mondiale di investimenti e laureati, portando lavoro e benefici per tutti, incrementando i suoi abitanti e assicurando benessere alle future generazioni.

 

arch. Silvio Caoduro,
(piazza Libertà 5, 36050 Monteviale (Vicenza) cell. 3289852214, e-mail: silvex@libero.it )
titolo progetto: Urbanistica nella nuova Repubblica Veneta
area: urbanistica, territorio, innovazione, infrastrutture, architettura
data: 05/11/2014

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